La
condizione ottimale di installazione prevede un orientamento a SUD o in
alternativa a SUD/EST o SUD/OVEST senza significative perdite di efficienza
(-4/5%).In caso di
installazione a EST o OVEST la caduta di prestazione sarà invece più
significativa e andrà aumentata la superficie dei pannelli.
Anche l’inclinazione
riveste particolare importanza; quella ottimale prevede un angolo rispetto al
piano orizzontale di 30° (pari al 58%) superiore a quella delle comuni falde dei
tetti e perciò auspicabile installare il pannello su staffe.
Il pannello è
dimensionato di solito per sopperire al 60% delle richieste annue di acqua calda
sanitaria della famiglia.
I CRITERI DI SCELTA DEL PANNELLO
Esistono
pannelli con qualità nella resa e conseguentemente con prezzo notevolmente
diverso; in presenza di proposte commerciali occorre perciò verificare le
caratteristiche del prodotto.
In particolare esistono
pannelli a superficie non selettiva, a superficie selettiva trattati al Cromo o
al Titanio forniti con un piccolo aumento di prezzo e pannelli a superficie
selettiva sottovuoto che sono sicuramente i migliori ma che hanno un prezzo
decisamente superiore ai primi due.
La seconda scelta da
effettuare è se optare per un impianto a circolazione naturale, dove l’accumulo
di acqua
viene posizionato nelle immediate vicinanze del pannello, o a
circolazione forzata, dove invece l’accumulo può essere posizionato in un vano
tecnico a distanza anche notevole dal pannello.
La scelta viene
effettuata su diversi criteri:
-
un
fattore estetico: la presenza dell’accumulo sulla falda del tetto non sempre
è ben accettata dall’utente
- dallo spazio a
disposizione: nelle abitazioni di ridotte dimensioni non sempre si ha a
disposizione un vano tecnico dove alloggiare l’accumulo
- dal consumo:
nell’impianto a circolazione forzata la presenza di un circolatore produce
comunque un consumo elettrico
Dal punto di vista impiantistico le soluzioni
sono veramente innumerevoli e in queste pagine potremo solo evidenziarne alcune,
essendo i nostri tecnici a disposizione per approfondire l’argomento e chiarire
i Vostri dubbi senza impegno alcuno.

Premesso che l’impianto non potrà comunque
prescindere dalla presenza della caldaia non potendo garantire in qualsiasi
periodo dell’anno la copertura del fabbisogno, nello schema che mostriamo sopra
l’impianto è a circolazione naturale; l’acqua fredda si accumulerà nell’accumulo
disposto sopra i pannelli.
L’utente potrà commutare la valvola deviatrice in
posizione 1 (come descritto dalla nota) quando riterrà, in fase estiva, che il
pannello sia sufficiente al proprio fabbisogno potendo così spengere totalmente
la caldaia ed il boyler che si trova vicino ad essa.
Quando
invece il pannello non sarà più sufficiente l’utente potrà commutare la valvola
deviatrice in posizione 2 e far transitare l’acqua attraverso il boyler
avendola, il pannello, riscaldata solo parzialmente; sarà poi la caldaia che
integrerà il surplus di energia mancante.
In caso di caldaia a scambio rapido, come spesso
avviene nella caldaie murali, sempre seguendo lo stesso schema, quando in fase
invernale il pannello non è più sufficiente, è possibile far transitare l’acqua
nello scambiatore della caldaia che porterà la temperatura al valore desiderato.
Infine per dare un’idea di un pannello utilizzato
per un consumo familiare medio nella figura accanto potete rilevare le
dimensioni di un pannello dotato da un accumulo da 300 litri.
Sempre dalla stessa figura potete rilevare di
quanto si riduce la superficie da installare sulla falda del tetto nel caso di
impianto a circolazione forzata ovvero senza accumulo sul pannello.
In caso di presenza di un sottotetto anche nel
caso di impianto a circolazione naturale l’accumulo raffigurato sul pannello può
essere installato sotto la falda a livello leggermente superiore del pannello e
nelle immediate vicinanze con specifiche che qui omettiamo.
LE NORMATIVE - IL PUNTO DELLA SITUAZIONE IN
BREVE
GLI OBBLIGHI
D.L. 192/2005 Coordinato con il Decreto
Legislativo 311 del 29/12/2006
- edifici di nuova costruzione o in occasione di
nuova installazione di impianti termici o di ristrutturazione degli impianti
termici esistenti, l’impianto di produzione di energia termica deve essere
progettato e realizzato in modo da coprire almeno il 50% del fabbisogno
annuo di energia primaria richiesta
per la produzione di acqua calda sanitaria con l’utilizzo delle predette
fonti di energia
- tale
limite è ridotto al 20% per gli edifici situati nei centri storici
GLI INCENTIVI FISCALI
Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria
2007)
D.M. n° 297 del 19 febbraio 2007
- detrazione sull’irpef del 55% dell’imposta
lorda in tre anni con un investimento massimo di 60.000 €
- IVA al 10%